MUSICA POPOLARE E POPULAR MUSIC: UNA INTERPRETAZIONE

di Matteo Kogoj 1. Che cos’è popolare? La valorizzazione del concetto di cultura, non più vista come fatto aristocratico, ma come mezzo per acquistare consapevolezza della realtà, portò Gramsci a elaborare la nozione di “organizzazione della cultura” che metteva in luce la necessità di esplicare rapporti profondi fra organizzazione economico-sociale e visione del mondo, fra … Read more MUSICA POPOLARE E POPULAR MUSIC: UNA INTERPRETAZIONE

poesia # 11

MELEDA (MLJET)   Il sale brucia le ferite nei caldi laghi salmastri, un tuffo nel celeste mare agostano e il meritato riposo tra la vite e gli ulivi tra l’incessante frinire delle cicale.   La grotta di Ulisse, il bar Calypso e l’hotel Penelope. Terrazze di roccia dove distendersi e asciugare, una seduta naturale con … Read more poesia # 11

Poesia n° 8

L’ENIGMATICO Ancorché uomo serio e dabbene. Indecifrabile, imperscrutabile, indefinibile. Pareva trattare le persone sedute al tavolo con indifferenza ostentando una freddezza fuori dal comune ogni qualvolta entrava in interazione con i presenti. Questa suo atteggiamento gli conferiva un’aurea magnetica. di Matteo Kogoj

Poesia n° 7

IL PENSIERO DEL BUON CONTADINO   :- “Quel tipo è fuori di cotenna, ha perso la tramontana!” Disse esibendo una pappagorgia grassissima e pendula. Si guardò attorno esterefatto per alcuni attimi, poi aggiunse :- “Quello è povero come Lazzaro.” di Matteo Kogoj

Poem about Venice

CARNEVALE A VENEZIA Rosso sgargiante spensierata allegria musica voluttuosa e triviale esalazioni di pattume La civettuola esalta fantasticherie, un farneticante buffone elabora intricati cerimoniali Simulacro e posticcio, ridere sino a piangere di ammessa alterigia di Matteo Kogoj

Visioni oniriche

L’INCUBO Malignità beffarde foriere di pericoli in agguato stilettate di perplessità. Scappò via raccomandandosi alle gambe, la plebaglia a pochi passi nel labirinto inestricabile di vicoli bui. Non pensò nemmeno per un attimo di essere inafferrabile ed intrepido. di Matteo Kogoj