Il rilancio delle House Organs

di Matteo Kogoj

 

Le nuove strutture della passione sportiva attivarono una sempre maggiore diffusione della stampa calcistica, con periodici d’informazione che dedicavano ampio spazio alle vicende di una singola squadra. La storia delle riviste ufficiali delle società calcistiche parte da lontano.

Hurrà, il bollettino mensile della Juventus, fondato ne 1915 sull’onda dell’interventismo italiano nella prima guerra mondiale, era stato il primo giornale di una squadra di calcio. Ne erano seguiti altri: nel 1919 il Football Club Torino, nel 1921 il Genoa Club e il F.B.C. di Bologna, nel 1931 l’A.S. Roma. Nel dopoguerra il fenomeno riprese slancio, assumendo proporzioni sempre più rilevanti a partire dal 1961. In quell’anno fu fondato il mensile Inter Club, «organo ufficiale dei tifosi nerazzurri» gestito dal 1963 direttamente dalla società. A questa testata seguirono nel 1963 Hurrà Juventus, Forza Milan!, e Biancazzurri, il rotocalco della Lazio; nel 1964 videro la luce Alè Torino e Forza Bologna, nel 1965 apparve Alè Verona. Fu l’inizio di una alluvione editoriale che nel giro di un quarto di secolo raggiunse ogni angolo della penisola: agli inizi degli anni ’80 del ‘900 la gran parte dei club di un qualche rilievo aveva il proprio giornale. Un giornale naturalmente di ambito locale, dalla grafica spesso approssimativa, ricchissimo di inserti pubblicitari pagati dai piccoli imprenditori e da negozianti del luogo, spesso non distribuito in edicola, ma diffuso negli stadi o attraverso i canali delle consorterie. Faceva eccezione la stampa milanista, interista e juventina, che era confezionata con cura e buona tecnica giornalistica e che negli anni ’60 del ‘900 raggiunse tirature considerevoli. Hurrà Juventus tirava intorno al 1965 quasi 150.000 copie, distribuite in tutta la penisola e, in abbonamento, anche ai club bianconeri all’estero. (Papa & Panico, 2000: 88-89)

La rivista ufficiale della squadra del cuore si presenta, dunque, come alternativa per il tifoso che vuole sapere di tutto e di più sui suoi campioni, e non si accontenta dell’informazione tradizionale, forse troppo imparziale.