Conclusioni ( Uno sguardo sull’Italia negli anni del miracolo economico )

di Matteo Kogoj

In questo breve saggio si sono passati in rassegna alcuni aspetti significativi che caratterizzarono il cosiddetto miracolo economico italiano. Durante questo fiorente periodo per l’economia italiana, dove incrementarono tuttavia le differenze regionali, la popolazione aveva la possibilità di mangiare di più e meglio, anche se questa migliore condizione fisica dovuta ad un surplus energetico, venne impiegata poco nell’attività sportiva. Si diffuse la motorizzazione privata di massa che mutò l’uso del tempo libero settimanale, in cui, parallelamente alle felici invenzioni nostrane di trasporto a motore su due ruote, si affiancarono le autovetture utilitarie. L’analisi si sposta a indagare poi il caso Juventus, unica squadra che proiettava il suo prestigio su tutto il territorio nazionale, affascinando tifosi entusiasti dei suoi successi sportivi, che venivano inoltre catturati dalla classe che caratterizzava lo stile della società bianconera. La voglia di socialità contagiò operai e studenti, protagonisti di una nuova mentalità capace di grandi trasformazioni sociali nonché di un prodigioso dinamismo culturale. I forti cambiamenti sociali, economici e culturali ebbero effetti incisivi anche nel mondo del calcio, che presentava un nuovo aspetto anche grazie al forte impatto televisivo sullo sport. La spettacolarizzazione dell’evento sportivo favorì la nascita del tifo organizzato, dove la struttura del club rappresentava il punto di riferimento per i tifosi. L’ingresso di questo nuovo fenomeno del tifo favorì una notevole crescita del pubblico negli stadi, mentre i sostenitori erano disposti a seguire e incitare i propri beniamini con continuità. Il fenomeno del tifo organizzato cambiò radicalmente il modo di vivere l’evento partita e le dinamiche ad esso correlate. Il club cominciò a rappresentare una vera e propria struttura della passione, con i suoi meccanismi di reclutamento e di divisione dei compiti. Queste associazioni provvedevano con innovativa efficienza all’organizzazione delle trasferte e mutarono la scenografia negli stadi. Andarono via via scomparendo dagli spalti i personaggi pittoreschi di un tempo, mentre iniziavano ad emergere i giovani leader portatori di una nuova mentalità, tifosi a tempo pieno. Nella cornice sonora dello stadio, esordirono, al fianco della sempre più insistente presenza del rimbombo ossessivo dei tamburi, le forti cadenze degli slogan vocali, spesso di natura dialettale. Dal 1961 assunse proporzioni sempre più importanti il fenomeno delle riviste ufficiali delle società calcistiche, le house organs, periodici d’informazione che raccoglievano innumerevoli informazioni su una singola squadra.