Sviluppo della motorizzazione di massa

di Matteo Kogoj

Durante il miracolo economico questo periodo si diffondeva la motorizzazione privata. Nel 1946 erano entrate in commercio la “Vespa” Piaggio e la “Lambretta” Innocenti, due fortunate invenzioni italiane del trasporto a motore sulle due ruote. Le nostre geniali, indovinate e originali invenzioni si rivelarono anche nel trasporto sulle quattro ruote, in special modo nella costruzione di automobile cosiddette utilitarie. Nel 1954, la FIAT, alla storica “Topolino” affiancò la “600” e due anni più tardi la “500”, che sostituì del tutto il modello costruito nel 1936. Queste nuove autovetture utilitarie si potevano acquistare con 17 mensilità di un salario medio e costituirono, insieme con l’inizio della motorizzazione di massa, una svolta nell’uso del tempo libero settimanale. Come riportano gli autori Papa & Panico, le strade del Bel Paese cominciarono, prima lentamente poi tumultuosamente, a essere investite da un mare di gomma, evidenziando come la spesa per i trasporti privati, fosse cresciuta, dal 1950 al 1963, di oltre tredici volte.1

Lo sviluppo della motorizzazione privata favorì indubbiamente il turismo calcistico, ma meno del creduto; al viaggio individuale mediante l’uso della propria auto al seguito della squadra del cuore, si preferiva il viaggio collettivo, di gruppo, che esaltava l’acre ansia dell’attesa, prolungava il piacere della vittoria e leniva l’amarezza della sconfitta. Da qui le carovane dei convogli ferroviari che trasportavano le schiere dei tifosi. Il tifo in trasferta allora sfiorava appena i toni molesti dell’incursione in territorio nemico, non ingombrava più del necessario le soste di ristoro. In questo senso esso confermava un dato più generale, secondo il quale il boom della motorizzazione non promosse un immediato sviluppo della mobilità festiva degli italiani. (Papa & Panico, 2000: 43-44)

La dimostrazione di quanto riportato sta nel fatto che nei bilanci delle famiglie italiane la percentuale di spesa destinata ad alberghi e ristoranti rimase quasi immutata.

1 Papa & Panico(2000), p, 43

BIBLIOGRAFIA

Papa, A & Panico, G. (2000), Storia sociale del calcio in Italia, Il Mulino, Bologna.