La stagione della lettura

Oggi voglio parlare e suggerire un libro che ho letto qualche anno fa, “La solitudine del maratoneta” di Alan Sillitoe.

Considerato dalla critica uno dei grandi capolavori del realismo inglese contemporaneo, deve il suo successo a una indovinata trasposizione cinematografica (Gioventù, amore e rabbia. 1962) di Tony Richardson, ma soprattutto al suo stile innovativo e graffiante, ancora oggi dopo oltre mezzo secolo dalla sua pubblicazione. Questo romanzo breve, pubblicato nel 1959, è il monologo interiore di un giovane irrequieto inglese, Colin Smith, che detenuto in un riformatorio per aver commesso un furto, ogni mattina si allena per vincere una prestigiosa maratona. Il direttore dell’istituto fiuta e incoraggia il talento sportivo del ragazzo poiché convinto nella vittoria della gara.  Gli promette che farà di lui un uomo onesto e libero, impegnandosi in prima persona a promuovere il riscatto sociale del ragazzo. Appena uscito dal riformatorio, lo sosterrà a diventare un atleta professionista. Il giovane però si ribellerà, crede infatti che vincere significhi assoggettarsi al sistema contro cui lotta, farsi domare dall’istituzione e ridursi a puro strumento delle ambizioni del direttore.

Un straordinario racconto che indaga il rapporto tra individuo e istituzioni, regole sociali e istinto di libertà, un inno all’orgoglio di sentirsi soli e diversi.

MAGISTERMATTE

Ho avuto una vita rocambolesca, è impossibile descriverla in poche righe. Fin da quando ero bambino il mio temperamento irriflessivo mi ha causato un sacco di guai. Ero refrattario alle regole e mi rendevo protagonista di gesti sostanzialmente irragionevoli, dettati perlopiù dalla mia innaturata sconsideratezza. Nel baillame degli anni a venire mi avvicinavo sempre più a quel mondo di gente sconclusionata, uno strambo campionario di tossicomani della peggior risma, ubriaconi puzzolenti, artisti squattrinati, geni incompresi, avvocati deliranti, psicopatici, studenti ripetenti, cialtroni. Sono caduto per la via annusando da vicino e toccando con mano i sotterranei dell’esistenza. Guardare le cose dal fondo, da ultimo, con leggerezza, può riservare sorprese. Mi sono rialzato. Desideravo da molto tempo avere uno spazio dove esprimermi e dare libero sfogo alla mia spiccata e incontenibile curiosità verso le cose della vita. Di seguito trovate le mie impressioni. Chiunque ritiene di avere bisogno, anche solo parzialmente, di questa mia misera produzione intellettuale può saccheggiare liberamente con il mio consenso. Scrivo per soddisfare essenzialmente un piacere personale, poiché mi fa sentire sereno, in pace.