Uno sguardo sul cinema

Oggi vorrei presentare brevemente un film tra i più emozionanti che abbia mai visto. “I quattrocento colpi”, questo il titolo, uscito alla fine degli anni Cinquanta con la regia di Francois Truffaut. Narra la storia di un ragazzino – Antoine Doinel – che cresce in un ambiente ostile, figlio indesiderato e studente incompreso. Il giovane manifesta una certa irrequietezza, racconta bugie e compie qualche furto. Con l’amico e compagno di scuola Réne ruba una macchina da scrivere per poi cercare di rivenderla a un ricettatore , ma viene sorpreso e finirà in riformatorio da dove fuggirà.

Presentato al Festival di Cannes nel 1959 e premiato per la Miglior regia, assieme a “Hiroshima mon amor” uscito nella medesima edizione della manifestazione, questi due film celebrano l’inizio della Nouvelle Vague, il nuovo corso del cinema francese degli anni Sessanta. Tra le opere più significative di questa nuova era, questo film autentico e fresco sorprende per la sua lucidità descrivendo in modo magico e irriverente la critica verso le istituzioni quali famiglia e scuola. Indimenticabile

MAGISTERMATTE

Ho avuto una vita rocambolesca, è impossibile descriverla in poche righe. Fin da quando ero bambino il mio temperamento irriflessivo mi ha causato un sacco di guai. Ero refrattario alle regole e mi rendevo protagonista di gesti sostanzialmente irragionevoli, dettati perlopiù dalla mia innaturata sconsideratezza. Nel baillame degli anni a venire mi avvicinavo sempre più a quel mondo di gente sconclusionata, uno strambo campionario di tossicomani della peggior risma, ubriaconi puzzolenti, artisti squattrinati, geni incompresi, avvocati deliranti, psicopatici, studenti ripetenti, cialtroni. Sono caduto per la via annusando da vicino e toccando con mano i sotterranei dell’esistenza. Guardare le cose dal fondo, da ultimo, con leggerezza, può riservare sorprese. Mi sono rialzato. Desideravo da molto tempo avere uno spazio dove esprimermi e dare libero sfogo alla mia spiccata e incontenibile curiosità verso le cose della vita. Di seguito trovate le mie impressioni. Chiunque ritiene di avere bisogno, anche solo parzialmente, di questa mia misera produzione intellettuale può saccheggiare liberamente con il mio consenso. Scrivo per soddisfare essenzialmente un piacere personale, poiché mi fa sentire sereno, in pace.